Ma dicevamo, all’inizio, del revisionismo storico sparato in prima serata. Secondo me, Minzolini dice troppo pochi “secondo me”, e presenta le sue opinioni come fatti incontrovertibili. Il problema è che così funziona la propaganda. Sembra ignorare che la parola del Tg1 in questo paese è legge (o probabilmente non lo ignora affatto): e mi parrebbe più opportuno, per il direttore della prima testata del servizio Pubblico, non adoperarsi in giudizi tranchant più consoni alle pagine di giornali filogovernativi. La realtà, dalle sue parole, appare distorta: Craxi un “capro espiatorio”? Tangentopoli come “rampa di lancio” dei magistrati in politica? Queste sono tesi storiche, lecite ma non universali: correttezza vorrebbe che si dicesse esplicitamente che tali sono. Altrimenti si fa un chiaro uso politico del mezzo pubblico, non ammissibile nel servizio Pubblico. E’ cosi che funziona, io non so come va il mondo, dite? Ma è la stessa cosa che dicevano i politici della prima Repubblica quando qualcuno gli faceva notare che rubavano: mi spiace, non basta. Se c’è una legge, c’è un modo in cui le cose devono andare, anche se vanno in un altro modo: valeva per Craxi, vale per Minzolini.